New Delhi (AsiaNews) - In India cresce la contestazione dopo l'approvazione di due leggi controverse: il disegno di legge anti-conversione in Rajasthan e il Maharashtra Public Security Bill, ribattezzato dai manifestanti “Public Oppression Bill”. L’organizzazione ha definito il provvedimento “draconiano”, sostenendo che minaccia diritti civili costituzionali come la libertà di coscienza, di parola, di dialogo interreligioso, di uguaglianza e di scelta individuale. Se in Rajasthan la battaglia riguarda la libertà religiosa e la scelta individuale, in un altro stato dell’India, il Maharashtra, la protesta delle organizzazioni civili punta a difendere la libertà di parola e il diritto di manifestare. Nei comizi, i relatori hanno ricordato che la norma viola gli articoli 14, 19 e 21 della Costituzione e conferisce poteri illimitati al governo. Si tratta si questioni aperte da anni, ma i ricorrenti sostengono che le comuni preoccupazioni costituzionali in questione giustificano un'udienza da parte della Corte suprema.