Il 30 aprile e il 10 luglio lui comunica la rinuncia “volontaria” a 34,5 e poi a 94,5 milioni di tax credit: 129 milioni in totale. Anzi, scrive Bastia che le accuse poggiano su dati “non accurati” e non risulta alcuna fattura per prestazioni inesistenti. Dunque richiede indietro i 66 milioni di tax credit revocati. Nelle stesse ore il direttore generale Cinema del Mic, Nicola Borrelli, già dimissionato, firmava la revoca di 66 milioni di tax credit a Sipario. Nelle due mail di rinuncia ai 129 milioni, Iervolino scrive al Mic di aver deciso “a seguito delle interlocuzioni con dirigenti di associazioni di categoria, co-produttori e committenti esteri”.