Il giudice non ha usato mezzi termini. Kari Lake, invece, ha tirato dritto, arrivando a programmare il licenziamento di quasi tutto il personale a tempo pieno, nonostante l’ordinanza del magistrato. Ma la sentenza di Lamberth ribalta la prospettiva: non è la magistratura a sfidare l’autorità del governo, è l’amministrazione ad aver calpestato la legge e gli ordini di un tribunale federale. “Non si confonda la deferenza della Corte verso i ricorrenti con clemenza verso la condotta vergognosa degli imputati”, ha ammonito il giudice. È una frase che pesa come un avvertimento: la pazienza della giustizia ha un limite, e Kari Lake sembra averlo superato.