Un nuovo mondo guidato da "armonia, tolleranza e verità". Di questo cantavano negli anni ’60 i protagonisti dell’iconico musical Hair; in un periodo storico dilaniato dai conflitti, cullarsi nell’idea di un futuro migliore era l’unica via per proiettarsi verso l’ignoto e concedersi il privilegio di sognare. Questa dimensione utopistica la chiamavano “L’era dell’acquario” e Fabio Bacà ha scelto, seppur in chiave ironica e ben più amara, di intitolare proprio così la sua ultima fatica letteraria; in fin dei conti, passato e presente sono due catene della stessa cerniera e il 2025 sembra molto più vicino alla violenza dello scorso secolo che al mondo auspicato dai protagonisti di Hair. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it© Ilgiorno.it - Ecco “L’era dell’acquario“ di Bacà: "Il vero scandalo oggi è la normalità"