Quello che Giorgia Meloni teme è che le Flotille riscuotano il consenso della grande maggioranza del popolo italiano, comprese molte persone ideologicamente a lei vicine, perché esprimono un senso profondo e nobile di ribellione ai soprusi e di solidarietà cogli oppressi. Di fronte a un governo servo del genocida Netanyahu e del suo grande protettore Trump i partecipanti italiani salvano l’onore e la dignità nazionale e dobbiamo essere loro grati anche per questo. Si tratta del resto della leader di un governo che sta ricoprendo l’Italia di infamia e vergogna agli occhi del mondo intero, costringendo i propri rappresentanti all’Assemblea generale a restare, con pochissimi altri, ad assistere allo stomachevole show del massacratore israeliano alle Nazioni Unite. E soprattutto continuando ad assistere militarmente il regime genocida anche mediante Leonardo SpA, come documentiamo nella denuncia indirizzata alla Corte penale internazionale. Il governo Meloni non può continuare ad alimentare il genocidio nel nome del popolo italiano, che infatti si dissocia dai suoi esecrabili intenti e manifesta con veemenza e intensità sempre maggiori il suo dissenso.