Il secondo, più sottile, riguarda l’identità stessa dell’Unione Europea, costantemente presentata da Trump come un attore debole, privo di autonomia. Il momento in cui la guerra culturale è stata dichiarata apertamente risale a febbraio 2025, durante la Conferenza di Sicurezza di Monaco. Elon Musk, allora stretto alleato di Trump, ha rincarato la dose, promuovendo pubblicamente il partito tedesco durante la campagna elettorale. La retorica della libertà di espressioneTra i cavalli di battaglia della guerra culturale c’è la libertà di parola. L’Europa tra resistenza e complicitàIl quadro tracciato dal rapporto ECFR non è del tutto pessimistico.