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Brescia, tombe bimbi mai nati: per le famiglie è «Una grande ingiustizia»
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QuiBrescia
Parlano di «Una grande ingiustizia e una totale mistificazione dei fatti» le famiglie coinvolte nella vicenda delle esumazioni di 2.500 bimbi mai nati, o sopravvissuti poche ore dopo il parto, al cimitero Vantiniano di Brescia, dopo la sentenza che ha assolto «perchè il fatto non sussiste» le due dirigenti del Comune di Brescia che, nel 2021, ordinarono che le tombe dei bambini nel riquadro A del camposanto venissero eliminate.
L’inchiesta era nata dalla protesta di alcune famiglie che non sarebbero state informate in modo adeguato prima della rimozione delle sepolture.
Il procedimento con rito abbreviato si è concluso con l’assoluzione, una sentenza che la sindaca Laura Castelletti ha commentato positivamente affermando che le dirigenti hanno «rispettato le regole e svolto il loro lavoro con serietà e professionalità».
Secondo il portavoce delle famiglie che hanno intentato causa al Comune, Paolo Crotti, «Dopo quattro anni di battaglia, questa sentenza dimostra che a Brescia qualcosa non funziona.
Leggeremo le motivazioni, ma un’assoluzione perché il fatto non sussiste ci fa pensare che tutto fu fatto per bene», annunciando che i familiari andranno avanti a chiedere giustizia per i loro figli.