La stazione di sollevamento di via Marsala, ad esempio, entra facilmente in crisi e rilascia fango e materiali nelle strade circostanti. In totale, più di 41 milioni di euro. «È il risultato di un percorso durato tre anni – spiega – fatto di studi, rilievi e analisi approfondite. «Quando sono arrivato a Trapani – ricorda Amenta – si diceva che le alluvioni dipendessero dai tombini ostruiti. Trapani, ricorda, è tra le città siciliane con il più alto rischio idraulico certificato, e questo dovrebbe facilitare l’accesso ai finanziamenti.