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Nell’attacco al Venezuela sperimentata la guerra cognitiva: una nuova frontiera del crimine contro l’umanità (Editoriale di Luciano Vasapollo)
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FarodiRoma
Il Segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha diffuso un comunicato con toni di estrema preoccupazione, riconoscendo la gravità di un salto qualitativo nelle modalità di guerra che rischia di ridefinire persino la nozione di crimine di guerra.
Danni spesso irreversibili, che si manifestano con sintomi compatibili con quella che è già conosciuta come “sindrome dell’Avana”.
Una narrazione pericolosa e cinica, che tenta di legittimare una guerra “pulita” mentre in realtà introduce forme di violenza nuove, pervasive e difficilmente tracciabili.
Una guerra che non uccide soltanto, ma invalida, devasta, colpisce il corpo e la mente.
Questo è un punto centrale: non si tratta solo di valutare l’efficacia militare di questi strumenti, ma di stabilire se ci troviamo di fronte a una nuova forma di tortura di massa.