In loro il maschile non è mai esibito come forza o sicurezza, ma come esperienza in divenire, attraversata da fragilità che non chiedono di essere compensate. A cominciare da quel senso di vergogna che Alfa canta e che non ha timore di indagare e interrogare. Quello che sta attraversando il Festival di Sanremo, i teatri, X-Factor e altri palchi non è solo un cambiamento musicale. La musica non cambia il mondo da sola, ma contribuisce a definire ciò che è desiderabile, ciò che è dicibile, ciò che è immaginabile. Non di redenzione, ma di scelta.