Alcuni manager di Google Italy e Ireland sono indagati per ricettazione oltre che diffamazione aggravata sul caso delle chat di Alfonso Signorini pubblicate da Fabrizio Corona durante il suo format 'Falsissimo' su YouTube. Le aziende non sono indagateLe società Google Italy e Google Ireland non sono indagate perché l'ipotesi di ricettazione, come quella di diffamazione in concorso, non è prevista come reato dalla legge 231 per cui scatta la responsabilità amministrativa degli enti. Sempre la Procura di Milano in queste settimane è impegnata nel fare chiarezza su tutti i filoni del 'caso Signorini' che ha generato una serie di querele incrociate. I legali di Signorini e Mediaset, Domenico Aiello e Salvatore Pino, hanno anche chiesto nei giorni scorsi alla Direzione distrettuale antimafia di Milano di attivare i propri poteri per chiedere una misura di prevenzione contro Corona che gli impedisca l'utilizzo di social network e dispositivi informatici per portare avanti la campagna che ritengono diffamatoria. Il dossier è stato assegnato ad altri 2 pm della Dda.