Una svolta che ha subito innescato la reazione di Teheran, con il ministro degli Esteri Abbas Araghchi che ha bollato la designazione come un "grave errore strategico". Riuniti a Bruxelles, i ministri degli Esteri europei hanno saldato il consenso formatosi nelle ore precedenti, raccogliendo anche il via libera anche di Belgio e Spagna, fino a stringere il cerchio attorno all'apparato ideologico-militare di Teheran. Divieti di viaggio, beni congelati, rubinetti finanziari chiusi: dopo anni di sanzioni mirate, i pasdaran vengono colpiti nel loro insieme. Il punto di non ritorno per l'Europa è stato il bilancio umano. Di certo, ha tagliato corto Kallas escludendo qualsiasi sostegno continentale a un attacco militare di Donald Trump all'Iran, "la regione non ha bisogno di un altro conflitto".