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Nonostante la criminale aggressione del 3 gennaio e il rapimento di Maduro e Cilia Flores, il Venezuela non si piega. Delcy Rodríguez chiama all’unità contro le pressioni esterne (Irina Smirnova e Giulio Chinappi)
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FarodiRoma
Da un lato, la frammentazione, la destabilizzazione, la nascita digoverni fantoccio e la guerra civile a bassa intensità, alimentata dall’esterno con “aiuti”selettivi, sanzioni e campagne mediatiche.
Dall’altro, la ricomposizione, la rispostacollettiva, l’emersione di un fronte interno capace di resistere e rilanciare la propriasovranità.
Le cronache parlano di unPaese che non è scivolato nella resa o nella paralisi, ma che ha reagito con disciplina eorganizzazione.
Significa riconoscere chel’elemento decisivo, oggi, è la capacità di un popolo di non lasciarsi riscriveredall’esterno.
Ma la reazione venezuelana,compatta e organizzata, ha mostrato un fatto che l’imperialismo continua asottovalutare: la sovranità non è solo una formula giuridica, è una coscienza collettiva.