È la storia di un viaggio che comincia lontano, da un porto siciliano che parla di zolfo, salgemma e natura incontaminata. «Invece il cuore dell’archivio era un altro: il Camilleri giovanissimo, quello che voleva fare il poeta». «Il centenario ha permesso di parlare di Camilleri oltre Montalbano», aggiunge Severi. Qui, Camilleri non è celebrato come monumento ma piuttosto parla attraverso le sue carte. E da quel dialogo, a cento anni dalla nascita, continua a emergere una voce che non appartiene al passato.