“La carenza più evidente - ha affermato l'architetto Francesco Caldini - rispetto alle normative regionali è la percentuale di libere e libere attrezzate rispetto alle richieste, che attualmente si aggira intorno al 19% di cui un 3% di libere”. Oltre alla riperimetrazione degli spazi, il nuovo PUD introduce modifiche sostanziali alle destinazioni d'uso, definite dai tecnici come “atte a un miglior utilizzo del bene demaniale”. Tra le novità spiccano le due concessioni da asservire ad attività ricettive, la creazione di un polo nautico e aree dedicate al ricovero delle imbarcazioni. “Non sono proprio chioschi - ha precisato l'architetto Caldini - ma strutture adeguate per il sostentamento di un'attività commerciale con anche l'onere di salvamento e presidio, in corrispondenza delle spiagge libere”. “Ad oggi è una bozza, ci sono elementi da discutere a saldi invariati e stando all'indizione di gare.