Una rinascita dalle ceneri - come il mito della fenice - che è stata contrassegnata da polemiche, come spesso succede nella vita del Teatro veneziano, allora come oggi. Fumo, fiamme, boati e crolli fecero accorrere in campo San Fantin decine di persone, spettatori e lavoratori della Fenice. Il sovrintendente Gianfranco Pontel e il sindaco Massimo Cacciari decisero che la Fenice sarebbe stata ricostruita "com'era e dov'era" e che la stagione lirica sarebbe continuata, con una tensostruttura al Tronchetto, il "Palafenice". "Si sta andando a cena - racconta Chiarot - quando ci viene incontro il Maestro del Coro Giovanni Andreoli che, saltando, grida 'La Fenice brucia, la Fenice brucia'. La Fenice è bruciata, ma La Fenice non è morta, vive ancora".