Perché il Vangelo «non è una teoria astratta, ma una risposta concreta alle domande che ci pone la vita». Ma questa è un’idea di libertà anarchica che non fa i conti con l’esperienza del limite insita nella realtà». Esperienze, è tornato ad insistere Pennisi, «che meritano di essere raccontate» perché esempio di «carità cristiana» e di una concezione «positiva della libertà». Sapeva che non bastavano i proclami e le marce, ma che ciò che davvero poteva cambiare i cuori era l’annuncio cristiano. Così, ha concluso l’arcivescovo, noi dobbiamo cercare di incarnarci nella realtà come ha fatto Cristo e, al contempo, non dimenticare di elevarci verso il cielo».