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Fotografia e psichiatria, da Basaglia a oggi
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Il Bo Live
CULTURA Fotografia e psichiatria,da Basaglia a oggi di Francesca Boccaletto CONDIVIDIGorizia, 1968-1969.
Questo contrasto era terrificante, altrettanto terrificante era l’odore che si percepiva, quello dello spezzatino al pomodoro che stavano servendo, delle feci, dell’urina, del tabacco cattivo.
Fin dalla metà dell'Ottocento la psichiatria ha usato la fotografia come ancella, come strumento per catalogare la follia e darle un volto.
Pensiamo alla fotografia segnaletica di Lombroso o a Charcot a Parigi, e ancora alla fotografia di propaganda di inizio Novecento che mostrava ambienti asettici o laboratori ergoterapici.
Franco Basaglia e Franca Ongaro lavorarono all'intero progetto, dalla scelta delle immagini alla veste grafica, fino alla decisione di non inserire didascalie e crediti.