Tramite i loro avvocati Nathan e Catherine Trevallion hanno presentato un esposto per chiedere la revoca di Veruska D'Angelo che da novembre segue il caso della famiglia. Secondo i legali l’assistente sociale sarebbe stata “ostile” e non avrebbe “svolto il proprio incarico con l’imparzialità richiesta dal ruolo”. I legali, si legge nel documento, contestano alla professionista anche le modalità degli incontri avvenuti nel casolare, alla presenza dei carabinieri, prima della sospensione della responsabilità genitoriale. Sotto accusa anche le interviste rilasciate dalla donna alla stampa, nelle quali ha violato, secondo i legali, il “principio di riservatezza”. La procedura, accusa lo psichiatra consulente della famiglia, Tonino Cantelmi, è iniziata “con grave ritardo” prolungando così “il tempo del dolore”.