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Ora le opposizioni non buttino via le 500mila firme raccolte per il referendum: il faro va tenuto acceso
['I Post Scritti Dai Lettori', 'Mario Natangelo', 'Davide Mattiello', 'Piemonte', 'Deputato Pd Xvii Legislatura', 'David Gentili', 'Esperto Nel Contrasto Al Crimine Organizzato', 'Fulvio Sarzana', 'Avvocato E Blogger', 'Di Antonella Mascali E Piergiorgio Morosini']
Il Fatto Quotidiano
138 Cost., secondo cui le riforme costituzionali “sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali”.
138, perché i Padri Costituenti hanno voluto che la norma fosse chiara, proprio per scongiurare il rischio di conflitti tra poteri dello Stato, derivanti dalla possibilità di addomesticare il testo dell’art.
138, a vantaggio di una strategia di parte.
Ciò, tuttavia, non equivale a dire che le firme siano state raccolte per niente: esse hanno un valore simbolico e un peso politico inestimabili.
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