Neutre, però, non sono quelle finali: “Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni? “Non stiamo schedando nessuno; semmai vogliamo far emergere una realtà che molti fingono di non vedere. Chi si indigna, forse, teme di perdere il controllo su cosa accade in classe”: finalmente qualcuno in grado di aprire gli occhi a coloro che fingono di non vedere di quale pasta sono fatti i/le docenti italiani/e. Sospendo qui il tragicomico repertorio, perché il tempo non ha lavorato a favore dei docenti, da questo punto di vista. Oltre che di una paurosa deriva, alla quale dobbiamo reagire; perché la schedatura potrebbe non essere più un tabù.