Ne parliamo con Sebastiano Nerozzi (nella foto), professore ordinario di Storia del pensiero economico presso l’Università Cattolica di Milano. In questo nuovo scenario l’Europa rischia l’irrilevanza non tanto per mancanza di risorse, quanto per l’assenza di una visione politica comune e di strumenti adeguati a sostenerla. Al tempo stesso, il ruolo europeo non può essere una semplice imitazione delle logiche di potenza altrui. Non è possibile, infatti, oggi pensare a un governo federale che raccolga fin da subito tutti i 27 paesi della Ue. È una scommessa difficile, ma probabilmente l’unica coerente con la storia e con le ambizioni dichiarate del progetto europeo.