Ai cristiani è chiesto di non restare spettatori, ma di custodire il bene comune con partecipazione attiva e gratuita. Non basta aggregarsi a un gruppo, è necessario sentirsi sempre responsabili degli altri, rispondere di sé agli altri, come indica Lévinas. Oggi usiamo parole che spesso non dimostrano il desiderio di scoprire la bellezza dell’altro, ma che riflettono il proprio individualismo. Nella comunicazione, molte volte ognuno si definisce il migliore, il protagonista degli eventi, evidenzia la propria positività sottolineando la negatività degli altri. Per camminare con i giovani, è necessario che gli adulti scelgano di non competere con loro.