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Niscemi, la frana delle chiacchiere
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Niscemi è una storia che colpisce il cuore.
La pancia è lì a dirci, facendoci ragionare con il pilota automatico, che la colpa è del cambiamento climatico, che la colpa è dei fenomeni estremi, che la colpa è dei soldi destinati a una qualche grande opera che sarebbero dovuti essere utilizzati per mettere invece il territorio in sicurezza.
E cosa c’è di più comodo, per cercare scorciatoie buone per i talk-show, se non avallare la tesi che Niscemi è il simbolo delle catastrofi improvvise generate dalla nostra incapacità di considerare come prioritari i cambiamenti climatici?
Se si usa la modalità “cervello” piuttosto che la modalità “pancia” non si avrà difficoltà a dire che il disastro idrogeologico dell’Italia non nasce dai tornado improvvisi o dall’aver destinato miliardi al Ponte sullo Stretto.
Ragionare su casi come quello di Niscemi facendo leva sulla pancia e non sul cervello significa cercare capri espiatori, non soluzioni.