«Sepehr, dove sei figlio mio? Ti troverò, figlio mio!». La ricerca dura più di dieci minuti, fino a quando con la voce tremante l'uomo esplode tra i singhiozzi: «Khamenei, bastardo, che Dio ti maledica. Il filmato si interrompe prima che l'uomo concluda la sua ricerca e non si sa se Sepehr sia tra le migliaia di vittime della folle mattanza ordinata dal regime islamico di Teheran contro la popolazione. La repressione violenta delle proteste iniziate il 28 dicembre per ragioni di carattere economico, e poi deflagrate in tutto il paese fino a minacciare la tenuta del regime, non ha eguali ...